CIASPALOT 2007 - SABATO 3 MARZO - TUTTE LE INFORMAZIONI
    Una magica passeggiata sulla neve al chiaro di luna!
Un appuntamento a cui almeno una volta nella vita non bisogna mancare, una full immersion nella natura in un modo nuovo di rapportarsi con essa nel pieno rispetto della stessa respirando aria pulita e facendo del buono e salutare movimento: un binomio che gioverà ad ognuno nello spirito e nel fisico.
La manifestazione giunta alla sua terza edizione ha visto un crescendo di partecipanti sia a livello agonistico che puramente ludico.
La manifestazione non vuole assolutamente raggiungere presenze record, che potrebbero solo danneggiare l’intimità di un numero adeguato di partecipanti, punta a chiudere le iscrizioni una volta raggiunte le 1.800 presenze. (nel 2004 furono 534 e nel 2005 furono 1.032 e nel 2006 furono 1700!!).
Un numero di partecipanti ottimale che assicura ad ognuno la fruibilità dei servizi predisposti dall’organizzazione e che consente ad ognuno di vivere l’appuntamento in piena libertà. La Ciaspalot nata ed ideata come una passeggiata notturna ha assunto nel tempo anche una connotazione con chiara valenza agonistica grazie alla peculiarità del suo percorso giudicato tra i migliori del grande circo bianco della corsa con le racchette da parte degli atleti che frequentano le varie gare.Essa non dimentica e non vuole comunque trascurare l’aspetto puramente goliardico di partecipazione assicurando a tutti gli appassionati della montagna un giro differenziato per i gruppi e le famiglie definito impropriamente facile, da quello agonistico o difficile. Lungo entrambi i percorsi saranno disponibili personale specializzato e punti di ristoro con bevande calde a disposizione gratuita dei partecipanti.
I due percorsi individuati, entrambi opportunamente segnalati dalla caratteristiche fiaccole e curati dalla presenza di una nutrita schiera di addetti all’assistenza, sono stati così tracciati:

1) GIRO DEL “MEDELET”
Meta: Rif. Medeletto (alt. 1.570 slm);
Durata: 4 ore;
Difficoltà: difficile;
Dislivello: 570 mt.
Lunghezza: 9,50 Km
2) GIRO DEL “ROCCOLO”
Meta: Roccolo Gervasoni (1.350 slm);
Durata: 2 ore;
Difficoltà: facile;
Dislivello: 350 mt.
Lunghezza: 3,90 Km

Per gli organizzatori lo sforzo è quello di rendere sicura la partecipazione all’iniziativa e soprattutto di far assaporare in piccole dosi alcuni aspetti di un paesaggio che si presenta con una veste invernale insolita per chi è abituato alla sua frequentazione estivo autunnale.

 
    LE CIASPOLE fra storia e realtà.
In dialetto trentino le racchette da neve si chiamano «Ciaspole» e da quest'antica terminologia prende nome la nostra singolare manifestazione. Le Ciaspole offrono diversi vantaggi: non richiedono una preparazione particolare, sono utilizzabili quasi da chiunque e rappresentano un mezzo divertente per muoversi a piedi tra i paesaggi montani anche d'inverno: Una sorta di prosecuzione dell'escursionismo estivo. Appena calzate le Ciaspole i primi passi sono un po' goffi e scoordinati e bisogna prestare molta attenzione per non inciampare nonostante l'aiuto dei bastoncini da sci.
In passato le racchette da neve, che impedivano di sprofondare nella coltre bianca, erano usate soprattutto dai cacciatori, contadini e militari. Le Ciaspole erano costituite da un cerchio di legno e strisce di cuoio legate tra loro. Una cinghia non troppo stretta legava le scarpe a questo dispositivo. A cavallo tra i due secoli fu l’esercito di stanza nell’Alta Val Pusteria a introdurre diversi mezzi per potersi muovere anche in inverno e le racchette da neve vennero dimenticate. Negli ultimi anni, però, si è assistito ad una controtendenza: le escursioni nella neve sono ritornate di moda. Le racchette da neve, oggi meglio note col nome Ciaspole, sono originarie del “profondo nord” americano. Indiani ed eschimesi usavano queste ampie superfici ai piedi per camminare meglio d’inverno. Sono utilizzate, sin da tempi lontani, dalle popolazioni residenti nella zona Artica: per muoversi senza sprofondare sulla neve presente per lunghi mesi in quelle regioni, questi attrezzi costituirono per lungo tempo l’unico mezzo idoneo allo spostamento sulla neve, erano semplici e leggere.
A partire dagli anni settanta fino ai nostri tempi vi è stata una costante evoluzione delle racchette da neve.
Sono cambiati radicalmente i materiali: si è passati dai “fagioli” anelli di legno legati con dei cordoncini intrecciati e fissati ai piedi con cinture di cuoio, alle grandi “canadesi” lunghe fino ad un metro con la coda idonee per grandi spazi innevati con coltri di altezza elevata e poco indicate per percorsi ripidi alle attuali definite “moderne” con l'uso della plastica che ha permesso la costruzione di racchette più tecniche, resistenti, leggere ed affidabili, con una manutenzione minima.
Oggi ci sono racchette per tutte le esigenze: dalle passeggiate tranquille fino a salite estreme in alta montagna. Attualmente sono molto in voga fra gli appassionati della montagna che le utilizzano per le escursioni invernali per evitare fermi di stagione ed in alternativa agli sci d’alpinismo più ingombranti negli spazi angusti del bosco e quando appesi allo zaino.
Quindi un utilizzo sportivo ed anche agonistico che vede un palinsesto organizzativo ampio in grado di coprire tutte le regioni nordiche che però non deve indurre a tralasciare l’aspetto della sicurezza: infatti il rischio di perdersi se non accompagnati da una buona guida o di valanghe se non consigliati nei percorsi è sempre in agguato.
E’ vero che non serve essere provetti sciatori ma è comunque indispensabile un buon abbigliamento, una buona conoscenza del territorio e soprattutto un buon allenamento fisico.